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Messaggio per la Pasqua 2020   versione testuale








NELLA LUCE DI PASQUA
A Pasqua Cristo si presenta a noi vivente, come un giorno si presentò ai primi testimoni dell’incontro con Lui risorto, e ci invita a divenire partecipi della vita divina, per esserne rigenerati e inviati lì dove egli stesso ci precede e ci accompagna. Resi nuovi da Lui, potremo allora cantare con la vita il cantico nuovo, il cantico dei risorti nel Risorto: “Novi novum canamus canticum” (Sant’Agostino). Questo dono del Signore, che viene offerto a tutti nel rispetto della libertà di accoglierlo che è propria di ciascuno, è tanto attuale, quanto apparentemente sconcertante. È attuale, perché in un momento segnato da tanta sofferenza a causa della diffusione del Coronavirus, col suo carico di infermi e di guariti, ma anche purtroppo di non pochi morti, c’è più che mai bisogno di trovare ragioni di vita e di speranza per prepararsi al nuovo inizio, che richiederà l’impegno di tutti e di ciascuno e non sarà presumibilmente facile per nessuno.
È attuale per chi non è stato toccato dal male e ha avuto modo di sperimentare nella forzata solitudine o nella convivenza con i propri cari, imposta dalle circostanze, la necessità di riscoprire e valorizzare i rapporti importanti della propria vita, e di farlo con l’aiuto dell’amore più grande che viene da Dio.
Il dono della speranza e della novità di Pasqua ci appare, tuttavia, anche sconcertante in un tempo come quello che stiamo vivendo: a tutti la morte e resurrezione di Gesù annunziano un amore infinito, quello per il quale il Figlio eterno non ha esitato a consegnarsi alla morte per noi e risorgendo ha dato a noi la vita, una vita in pienezza, nuova perché rinnovata nel profondo. Davanti a questo dono, non pochi potranno chiedersi: ma se ci ama tanto, perché il nostro Dio ha permesso tanto dolore? Perché non interviene subito a liberarci da questo flagello? E perché sembra lasciare soli coloro che ne sono colpiti?
Pasqua non dà una risposta a queste domande, ma ci assicura di una certezza fondamentale, e cioè che Dio non ha cessato di amarci, anche nella prova, e non ha mai cessato né cesserà mai di amare anche chi è stato più colpito, a cominciare da coloro che sono andati incontro alla morte. Cristo morto e risorto dice a tutti che le braccia dell’amore divino sono state e saranno sempre aperte: nessuno sarà mai abbandonato, nel tempo e nell’eternità. Con questa certezza della fede, Pasqua ci aiuta a guardare avanti, a sentire vicino nella comunione dei santi chi ci ha lasciato, e a vivere il nuovo inizio che ci attende con fede, speranza e amore attento e solidale verso tutti. In questo spirito, pregando e affidando ciascuno al Dio della vita, auguro a tutti: buona Pasqua!

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